quiko Sub Manuale utente

Tipo
Manuale utente
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e
AUTOMAZIONE INTERRATA PER CANCELLI A BATTENTE
QK-SUB24 – QK-SUB220
SUB
V02/2013
"'6
3
3
3
4
4
6
7
8
8
9
10
10
11
17
19
20
CARATTERISTICHE TECNICHE
DIMENSIONI CASSA DI FONDAZIONE
CONTROLLO PRE-INSTALLAZIONE
MATERIALI PER L’INSTALLAZIONE
INSTALLAZIONE
POZZO DI DRENAGGIO
MONTAGGIO DEI FINECORSA MECCANICI (OPTIONAL QK-FCKIT)
RACCOMANDAZIONI DI CARATTERE GENERALE
USO
MANUTENZIONE
IMPIANTO TIPO
SEZIONE DEI CAVI ELETTRICI
GUIDA PER L’INSTALLAZIONE DEI CANCELLI A BATTENTE
REGISTRO DI MANUTENZIONE
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ (1)
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’ (2)
3
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DIMENSIONI CASSA DI FONDAZIONE
DIMENSION
QK-CFSUB
LUNGHEZZA 375mm
LARGHEZZA 320mm
ALTEZZA 225mm
CONTROLLO PRE-INSTALLAZIONE
Prima di procedere all’installazione dell’automazione occorre verificare:
- dimensione e peso del cancello;
- fattore vento / temperatura;
- frequenza d’esercizio;
Si ricorda che Quiko Italy Sas è responsabile solo degli articoli che produce e commercializza. II
cancello, una volta automatizzato, diventa un macchinario ed è quindi soggetto alle norme della Direttiva
Macchine. E' quindi compito dell'installatore verificarne la sicurezza. ATTENZIONE: Quiko Italy Sas
non risponde di eventuali danni a persone, animali o cose derivanti da modifiche, alterazioni o migliorie
apportate arbitrariamente da terzi ai suoi prodotti.
Installation limits per leaf
Limiti di’impiego per anta
Contraintes d’utilisation
3m
2m 2,5m 3,5m
400kg
300kg
QK-SUB220 500kg
400kg
600kg
500kg
800kg
700kg
QK-SUB24
The values shown within the table above can be considerably reduced in windy areas.
I valori mostrati nella tabella sopra possono essere ridotti considerevolmente in zone ventose.
.
Les valeurs indiquées dans le tableau peuvent être considérablement réduits dans les zones venteuses.
4
MATERIALI PER L’INSTALLAZIONE
INSTALLAZIONE
Il centro di rotazione dell’anta si trova sulla cassa di fondazione, cioè nel supporto dello sblocco,
sul quale verrà inserita la sfera e successivamente saldata l’anta;
Gli automatismi interrati tipo QK-SUB24 e QK-SUB220 aprono le ante fino ad un angolo pari a
110°.
Per aperture fino a 180° richiedere l’apposito acc essorio opzionale.
Dopo aver collocato in posizione corretta la cassa di fondazione, il cancello può essere montato
sopra di essa. (Figura D)
1 – Cassa di fondazione;
2 – Gruppo motoriduttore;
3 – Leva motoriduttore;
4 – Finecorsa meccanico chiusura;
5 – Biella;
6 – Chiave sblocco manuale;
7 – Leva di sblocco;
8 – Finecorsa meccanico apertura;
9 – Sfera.
Figura A
5
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L’angolo di apertura del cancello ha
un’importanza rilevante per la posizione
della cassa di fondazione.
La cassa di fondazione deve essere
cementata. Le tubature dei cavi elettrici e il
drenaggio devono essere considerate
durante questa operazione.
La parte superiore del motoriduttore deve
essere leggermente più alta rispetto al
cemento circostante.
Figura B
Figura D
Figura C
6
Il supporto per lo sblocco manuale deve essere saldato ora all’anta. Inserendo la chiave di
sblocco nel foro apposito, l’anta può essere sbloccata ed aperta manualmente. (Figura E)
I battenti devono essere installati sul pavimento per limitare il movimento del cancello. (Figura F)
POZZO DI DRENAGGIO
Se non fosse possibile collegare il pozzo di drenaggio agli scarichi principali, si potrebbe usare una
fossa di scarico. Il fondo d’essa deve essere permeabile all’acqua. La copertura dell’alloggiamento
del motore deve essere protetta contro la pioggia intensa o l’acqua di superficie con del silicone
sigillante. La fossa di scarico dovrebbe essere scavata in modo tale da essere sensibilmente più
bassa del fondo dell’alloggiamento del motore e la sua capacità deve superare quella
dell’alloggiamento del motore. La fossa deve essere colmata con ghiaia e piastrellata per tenere
lontani sedimenti e l’acqua dalle parti superiori e dai fianchi. Devono essere previsti dei mezzi per
scaricare in questa fossa di drenaggio eventuale acqua che penetri nell’alloggiamento del motore.
Figura F
Figura E
7
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La codificazione dei fili del motoriduttore è la seguente:
COMUNE = BLU
L1 = NERO
L2 = MARRONE
TERRA = GIALLO / VERDE
Non dimenticare di controllare l’impianto di messa a terra.
Il condensatore viene collegato tra L1 e L2 (fili NERO e MARRONE) e deve essere protetto
contro l’acqua.
MONTAGGIO DEI FINECORSA MECCANICI (QK-FCKIT)
- MONTAGGIO DELL’ARRESTO DI FINE CORSA PORTA CHIUSA:Procedere come illustrato in
FIGURA I facendo attenzione a non serrare completamente le viti in modo che il gruppo di finecorsa
possa muoversi;
Figura G
Figura H
8
- MONTAGGIO DELL’ARRESTO DI FINECORSA PORTA APERTA: Procedere come illustrato in
FIGURA I facendo attenzione a non serrare completamente le viti in modo che il gruppo di finecorsa
possa muoversi;
REGOLAZIONE FINECORSA MECCANICI
I finecorsa meccanici vengono regolati soltanto con il motoriduttore collegato alla centrale. La
regolazione avviene mediante la vite di fermo che sarà fissata nel punto voluto.
RACCOMANDAZIONI DI CARATTERE GENERALE
Integrare la sicurezza del cancello conformemente alla normativa vigente. Scegliere percorsi brevi
per i cavi e tenere separati i cavi di potenza dai cavi di comando. Installare la scheda di comando in
una scatola a tenuta stagna. Per la messa a punto della coppia massima del motoriduttore, attenersi
alle normative in vigore. In accordo con la normativa europea in materia di sicurezza si consiglia di
inserire un interruttore esterno per poter togliere l’alimentazione in caso di manutenzione del
cancello. Verificare che ogni singolo dispositivo installato sia efficiente ed efficace. Affiggere cartelli
facilmente leggibili che informino della presenza del cancello motorizzato.
USO
Si fa espresso divieto di utilizzare l'apparecchio per scopi diversi. La centralina elettronica installata
(che deve avere la frizione elettrica incorporata) consente di selezionare il funzionamento:
automatico: un impulso di comando esegue l'apertura e la chiusura del cancello;
semiautomatico: un impulso di comando esegue l'apertura o la chiusura del cancello.
In caso di mancanza di energia elettrica, agire sul dispositivo di sblocco manuale e muovere il
cancello manualmente. Si ricorda che siamo in presenza di un dispositivo automatico e alimentato a
corrente, perciò da usare con precauzione. In particolare, si esorta a:
- non toccare l'apparecchio con mani bagnate e/o piedi bagnati o nudi;
- togliere la corrente prima di aprire la scatola comandi e/o il motoriduttore;
- non tirare il cavo di alimentazione per staccare la presa di corrente;
- mettere in movimento il cancello solo quando è completamente visibile;
- tenersi fuori dal raggio di azione del cancello se questo è in movimento: aspettare fino a che non
sia fermo;
- non lasciare che bambini o animali giochino in prossimità del cancello;
- non lasciare che bambini usino il telecomando o altri dispositivi di azionamento;
- effettuare una manutenzione periodica;
Figura I
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MANUTENZIONE
Gli attuatori necessitano di poca manutenzione; tuttavia il loro buon funzionamento dipende anche
dallo stato del cancello, perciò descriveremo brevemente anche le operazioni da fare per avere un
cancello sempre efficiente.
Attenzione: nessuna persona ad eccezione del manutentore, che deve essere un tecnico
specializzato, deve poter comandare il cancello automatico durante la manutenzione. Si raccomanda
perciò di togliere l'alimentazione di rete, evitando così anche il pericolo di shock elettrici. Se invece
l'alimentazione dovesse essere presente per talune verifiche, si raccomanda di controllare o
disabilitare ogni dispositivo di comando (telecomandi, pulsantiere, ecc.) ad eccezione del dispositivo
usato dal manutentore.
Manutenzione ordinaria
Ciascuna delle seguenti operazioni deve essere fatta quando se ne avverte la necessità e comunque
ogni 6 mesi:
1) Manutenzione meccanica
- Lubrificare (con oliatore) i cardini su cui il cancello gira;
- controllare il buono stato delle staffe e i perni del motore;
- effettuare una manovra di sblocco per assicurarsi che il meccanismo sia sempre efficiente.
2) Manutenzione elettrica
- Controllare il buono stato dei dispositivi di sicurezza;
- controllare l’efficacia della frizione elettronica;
- controllare l’efficacia dell’impianto di terra (differenziale). Provare l’interruttore differenziale
una volta al mese premendo l’apposito pulsante di test sull’interruttore.
10
IMPIANTO TIPO
COMPONENTI PRINCIPALI
1 – MOTORIDUTTORI INTERRATI
2 – FOTOCELLULE
3 – FOTOCELLULE SU COLONNINE
4 – BATTENTI
5 – SELETTORE A CHIAVE
6 – LAMPEGGIANTE
7 – CENTRALINA
SEZIONE DEI CAVI ELETTRICI
VERSIONE A 24V (Q
K
-SUB24) VERSIONE A 220V (Q
K
-SUB220)
A = 2x1.5 mm
2
A = 4x1.5 mm
2
B = 2x1.5 mm
2
B = 4x1.5 mm
2
C = 4x0.5 mm
2
D = 2x0.5 mm
2
E = 2x0.5 mm
2
F = 4x0.5 mm
2
G = 3x0.5 mm
2
H = 3x1 mm
2
I = 3x1.5 (linea alimentazione)
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A
. Impatto B. Schiacciamento C. Cesoiamento
D. Convogliamento E. Taglio F. Uncinamento
A
B
C D
E F
GUIDA PER L’ISTALLAZIONE DEI CANCELLI A BATTENTE
IN CONFORMITÀ ALLA DIRETTIVA MACCHINE 98/37/CE E ALLE NORME EN 12453 – EN 12445
Zone di rischio del cancello a battente (figura 1)
LEGENDA DEI RISCHI MECCANICI DOVUTI AL MOVIMENTO
Ai sensi della Direttiva Macchine, si intende per:
“Zone pericolose”, qualsiasi zona
all’interno e/o in prossimità di una
macchina in cui la presenza di una
persona esposta costituisca un rischio
per la sicurezza e la salute di detta
persona.
“Persona esposta”, qualsiasi persona
che si trovi interamente o in parte in una
zona pericolosa.
12
LIVELLO
MINIMO
DI
PROTEZIONE
DEL
BORDO
PRINCIPALE
Topologia de comandi di
attivazione
Tipologia d'uso
Utenti informati
(area privata)
Utenti informati
(area pubblica) Utenti non informati
Comando a uomo presente
Ƒ
Controllo a pulsante
Ƒ
Controllo a pulsante
con chiave
Non è possibile il
comando a uomo
presente
Comando ad impulso con la porta in
vista
Ƒ
Limitazione delle
forze
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Ƒ
Limitazione delle
forze
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Ƒ
Limitazione delle
forze e fotocellule
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Comando ad impulso con la porta
non in vista
Ƒ
Limitazione delle
forze
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Ƒ
Limitazione delle
forze e fotocellule
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Ƒ
Limitazione delle
forze e fotocellule
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Comando automatico (ad esempio il
comando di chiusura temporizzata)
Ƒ
Limitazione delle
forze e fotocellule
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Ƒ
Limitazione delle
forze e fotocellule
Ƒ
Rivelatori di
presenza
Ƒ
Limitazione delle
forze e fotocellule
Ƒ
Rivelatori di
presenza
ANALISI DEI RISCHI E SCELTA DELLE SOLUZIONI
IN CONFORMITÀ ALLA DIRETTIVA MACCHINE 98/37/CE E ALLE NORME EN 12453 – EN 12445
DM
All. 1 Tipologia dei rischi Criterio di valutazione e soluzioni da adottare
(Barrare la casella corrispondente alla soluzione adottata)
Rischi meccanici
strutturali e di usura
1.3.1
1.3.2
[1] Perdita di stabilie
caduta parti
Ƒ
Verificare la solididella struttura presente (colonne, cerniere, ante) in
relazione alle forze sviluppate dal motore.
Eseguire il fissaggio del motore in modo stabile utilizzando materiali adeguati.
Ƒ
Effettuare se necessario, il calcolo strutturale de allegarlo al Fascicolo
Tecnico
Ƒ
Verificare che la corsa delle ante venga limitata (in apertura e in chiusura)
da dei fermi meccanici di adeguata robustezza
1.5.15 [2] Inciampo
Ƒ
Verificare che le eventuali soglie presenti superiori a 5 mm, siano visibili,
evidenziate e modellate.
1.3.7 Rischi meccanici dovuti al movimento dell'anta (vedi riferimenti di figura 1)
1.3.8
1.4
Ƒ
ATTENZIONE - Se la porta/cancello viene usato esclusivamente con dei comandi a uomo presente (e
rispetta i requisiti della norma EN 12453) non è necessario proteggere i punti di pericolo sotto elencati.
Ƒ
ATTENZIONE - Se vengono installati dei dispositivi di protezione (conformi alla norma EN 23978) che
impediscono in qualsiasi circostanza il contatto tra l'anta in movimento e le persone (ad esempio barriere
fotoelettriche, sensori di presenza) non è necessario effettuare la misura delle forze effettive operative.
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Anta con chiusura sovrapposta e ritardata
Dispositivo di protezione Dispositivo di protezione
500
300
500
300
F
F
[3] Impatto e schiacciamento sul bordo
principale di chiusura (figura1, rischio A)
Ƒ
Misurare le forze di chiusura (mediante
l’apposito strumento richiesto dalla norma EN
12445) come indicato in figura.
Verificare che i valori misurati dallo strumento
siano inferiori a quelli indicati dal grafico.
Effettuare le misure nei seguenti
punti:
L = 50, 300, e 500mm;
H = 50mm,
a metà dell’altezza dell’anta e
all’altezza dell’anta meno 300mm
(max 2500).
N.B. La misura va ripetuta tre volte in ogni
punto.
Nel grafico sono indicati i valori massimi delle
forze operative dinamiche, statiche e residue,
in relazione alle diverse posizioni dell’anta.
N.B. In riferimento ai punti di misura con L=50,
300,e 500mm, il valore massimo consentito
della forza dinamica è 400 N.
Ƒ
Se i valori delle forze risultano superiori,
installare un dispositivo di protezione conforme
alla norma EN 12978 (ad esempio un bordo
sensibile) e ripetere la misura.
N.B. La riduzione della forza dinamica può
essere ottenuta, ad esempio, mediante la
riduzione della velocità dell’anta oppure
mediante l’utilizzo di un bordo sensibile con
una elevata deformazione elastica.
Forza dinamica
IMPATTO
tempo
Forza
Forza statica
SCHIACCIAMENTO
1400 N
L>500 mm
400 N
L=50÷500 mm
150 N
25 N
5 s
0,75 s
300 50
=
=
14
[4] Impatto e schiacciamento nell’area di apertura (figura 1, rischio B)
Ƒ
Rispettare la distanza di sicurezza indicata in figura (nel punto più sporgente dell’anta).
oppure
Ƒ
Misurare le forze di apertura (mediante
l’apposito strumento richiesto dalla norma EN
12445) come indicato in figura.
Verificare che i valori misurati dallo strumento
siano inferiori a quelli indicati nel grafico.
Effettuare la misura ad una altezza H = 1000mm
(oppure nel punto più sporgente dell’anta).
N.B. La misura va ripetuta 3 volte.
Ƒ
Se i valori delle forze risultano superiori,
installare un dispositivo di protezione conforme
alla norma EN 12978 (ad esempio un bordo
sensibile) e ripetere la misura.
[5] Impatto nell’area di chiusura (figura 1, rischio C)
Ƒ
Installare una coppia di fotocellule (altezza
consigliata 500mm) in modo tale da rilevare
la presenza del parallelepipedo di prova
(altezza 700mm) posizionato come indicato
in figura.
N.B. Il campione per la rivelazione di presenza è
un parallelepipedo (700 x 300 x 200mm) avente 3
facce con superficie chiara e riflettente e 3 facce
con superficie scura e opaca.
[6] Impatto nell’area di apertura (figura 1, rischio B)
e nell’are di chiusura (figura 1, rischio C)
Ƒ
Per ridurre ulteriormente la possibilità di
impatto nelle aree in movimento del cancello
(A e C) è possibile installare in aggiunta, una
coppia di fotocellule (altezza consigliata
500mm) in modo tale da rilevare la presenza
del parallelepipedo di prova (altezza 700mm)
posizionato come indicato in figura.
Motore
200
5
00
5
00
5
00
A
A A
B
300
I
A
.Fotocellula;
B. Campione per la rivelazione
di presenza.
A
B
A
300
200
500
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DM
All. 1 Tipologia dei rischi Criterio di valutazione e soluzioni da adottare
(Barrare la casella corrispondente alla soluzione adottata)
1.3.7
1.3.8
Rischi meccanici dovuti
al movimento dell'anta
1.4 [7] Schiacciamento
delle mani sul bordo
lato cerniere (figura 1,
rischio D)
Ƒ Verificare la presenza di un franco 25mm.
oppure
Ƒ Applicare delle protezioni che impediscano l'introduzione delle dita (ad
esempio un profilo di gomma)
[8] Convogliamento
dei piedi sul bordo
inferiore (figura 1,
rischio E)
Ƒ Il Franco presente tra l'anta e il pavimento deve evitare il rischio di
convogliamento dei piedi.
N.B. Qualora, per motivi di pendenza del pavimento, il franco sia variabile, è
opportuno applicare delle protezioni (ad esempio profili in gomma).
[9] Convogliamento
delle mani nel gruppo
azionamento (figura 1,
rischio F)
Ƒ Se le distanze tra il gruppo azionamento e l'anta variano, verificare la
presenza di un franco 25mm, oppure applicare delle protezioni (ad esempio
coperture o dei profili in gomma).
[10] Convogliamento
uncinamento e taglio
dovuti alla
modellazione dell'anta
mobile (figura 1,
rischio G)
Ƒ Eliminare o proteggere eventuali bordi affilati, parti sporgenti, ecc. (ad
esempio mediante coperture o profili in gomma).
Rischi elettrici e di
compatibilità
elettromagnetica
1.5.1
1.5.2
[11] Contatti diretti ed
indiretti. Dispersione
dell'energia elettrica
Ƒ Utilizzare componenti e materiali marcati CE ai sensi della Direttiva Bassa
Tensione (73/23/CEE).
Ƒ Eseguire i collegamenti elettrici, il collegamento alla rete, i collegamenti di
terra e le relative verifiche, in osservanza alle norme vigenti e come indicato
nel manuale di installazione del gruppo azionamento.
N.B. Se la linea di alimentazione elettrica è gia predisposta (sia mediante
presa che mediante scatola di derivazione), non sono necessari dichiarazioni
di conformità alla legge italiana 46/90.
1.5.10
1.5.11
[12] Rischi di
compatibilità
elettromagnetica
Ƒ Utilizzare componenti marcati CE ai sensi della Direttiva EMC
(89/336/CCE). Eseguire l'installazione come indicato nel manuale di
installazione del gruppo azionamento.
16
DM
All. 1 Tipologia dei rischi Criterio di valutazione e soluzioni da adottare
(Barrare la casella corrispondente alla soluzione adottata)
Principi di integrazione
della sicurezza ed
informazioni
1.7.1 [13] Mezzi di
segnalazione
Ƒ
È opportuno installare, in posizione visibile, il lampeggiante che segnala il
movimento dell'anta.
Ƒ
Per regolare il traffico di automezzi, è possibile installare dei semafori.
Ƒ
È possibile inoltre, applicare all'anta dei catarifrangenti.
1.7.2 [14] Segnaletica
Ƒ
Applicare tutti quei segnali o avvertenze ritenuti necessari per evidenziare
eventuali rischi residui non protetti e per segnalare eventuali usi non
conformi prevedibili.
1.7.3 [15] Marcatura
Ƒ
Applicare l'etichetta o la targhetta con la marcatura CE e contenente
almeno quanto indicato in figura:
1.7.4 [16] Istruzioni per l'uso
Ƒ
Consegnare all'utilizzatore le istruzioni d'uso, le avvertenze per la
sicurezza e la Dichiarazione CE di conformità.
1.6.1 [17] Manutenzione
Ƒ
Si deve predisporre e attuare un piano di manutenzione.
Verificare il corretto funzionamento della sicurezza almeno ogni 6 mesi.
Ƒ
Registrare gli eventuali fatti nel Registro di manutenzione conforme alla
norma EN 12635.
1.1.2 [18] Rischi residui non
protetti
Ƒ
Informare l'utilizzatore per iscritto (ad esempio nelle istruzioni d'uso) della
eventuale presenza di rischi residui non protetti e dell'uso improprio
prevedibile.
Cancello Automatico
Costruttore (nome – indirizzo):
Cancello tipo:
Numero di identificazione:
Anno di costruzione:
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
(DEL PRODUTTORE)
Costruttore: QUIKO ITALY SAS
Via Seccalegno 19
36040 Sossano (VI)
Italia
dichiara sotto la propria responsabilità che i prodotti:
QK-SUB24, QK-SUB220
sono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza delle direttive:
Direttiva Macchine ........................................ 2006/42/CE;
Direttiva EMC ................................................ 2004/108/CE
Direttiva BT ................................................... 2006/95/CE
nonché alle loro modificazioni e aggiornamenti, e alle disposizioni che ne attuano il recepimento
all’interno dell’Ordinamento Legislativo Nazionale del paese di destinazione e utilizzo della macchina.
Il Legale Rappresentante
Luca Borinato
Sossano, 19/10/2011
DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
(da parte dell’installatore)
Il sottoscritto: ________________________________________________________________________
Indirizzo: ________________________________________________________________________
in qualità di responsabile della messa in funzione dichiara che il prodotto:
Tipologia _________________________________________________________________________
Ubicazione: ____________________________________________________________________
è conforme ai requisiti essenziali di sicurezza delle direttive:
Direttiva Macchine ................................... 2006/42/CE;
Direttiva EMC........................................... 2004/108/CE;
Direttiva BT .............................................. 2006/95/CE;
inoltre dichiara che sono state applicate le norme armonizzate e/o le norme specifiche tecniche nazionali:
EN 12453/EN 12445 Cancelli e porte industriali commerciali e residenziali – Sicurezza nell’uso delle porte
motorizzate – Requisiti e classificazione – Metodi di prova;
EN 12604/ EN 12605 Cancelli e porte industriali commerciali e residenziali – Aspetti meccanici – Requisiti e
classificazione – Metodi di prova;
CEI 64/8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V c.a. e 1500 V c.c.;
EN 13241-1 (Porte e cancelli industriali, commerciali e da garage), valutazione di conformità (6.3).
Luogo e data: ________________________ Timbro e firma
21
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QUIKO ITALY
Via Seccalegno, 19
36040 Sossano (VI) - Italy
Tel. +39 0444 785513
Fax +39 0444 782371
info@quiko.biz
www.quikoitaly.com
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quiko Sub Manuale utente

Tipo
Manuale utente