McIntosh MP1100 Manuale del proprietario

Tipo
Manuale del proprietario
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IEND MAGAZINE
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MCINTOSH M
P1100
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ffettivamente la casa di Binghamton ha raramente po-
sto particolare attenzione al vinile ma probabilmen-
te i propri manager, tutt’altro che sprovveduti, vista
la longevità del marchio che si mantiene all’apice delle ven-
dite internazionali, hanno capito che i tempi erano maturi
per produrre un oggetto ai vertici assoluti della categoria.
Stiamo vivendo un vero e proprio boom del vinile, un ri-
torno in grande stile contrassegnato da numeri di vendite
da capogiro, che annualmente fanno registrare incremen-
ti che farebbero invidia alla migliore delle economie emer-
genti: un ritorno di fiamma che in pochissimi si sarebbero
potuti aspettare, nemmeno gli irriducibili oltranzisti della
fazione “analogico o morte”! La scelta non sorprende in
quanto a tempismo ma stupisce soprattutto per il livello ele-
vatissimo di target di prezzo. Un prodotto da oltre 14.000
euro di listino per un pre
fono fa alzare letteralmente
le antenne, possibile che ci
sia un mercato per un pro-
dotto del genere? Sorge il
dubbio che, come malizio-
samente ho suggerito in
apertura di articolo, qual-
cuno abbia provocato il co-
losso americano che, punto
sul vivo, abbia risposto con
i grossi calibri! Un senso
questo prodotto ce l’ha ec-
come: innanzitutto sfodera
prestazioni di assoluto pri-
mato avvicinandosi maledettamente a quel livello che a vol-
te chiamiamo esoterico, ma non solo! Consente quello che
mai o pochissime volte abbiamo visto fare se non alle sche-
de audio da computer, poter uscire con un flusso digitale
ad alta definizione che garantisca di “rippare” la propria col-
lezione di vinili con la massima qualità possibile senza ave-
re a disposizione uno studio professionale di registrazione.
Per l’appunto a bordo è stato montato un signor converti-
tore analogico digitale con uscita fissa a 24 bit, capace di ge-
stire una frequenza di campionamento fino ad un massimo
di 192 kHz. A maggior ragione, un’arma del genere è sta-
ta messa in mano solo a una piccola élite, ovvero coloro che
si possono permettere un gingillo non essenziale al fun-
zionamento di base per il proprio impianto, per quanto pre-
stigioso, che costa quanto unauto di gamma media. Ebbene
, ora l’oggetto esiste e garantisce una qualità di lettura, a
monte, senza precedenti (a patto ovviamente, di dargli in
pasto un gruppo giradischi-braccio-testina-cavo di assoluto
riferimento per godere appieno sia di questi ultimi che del
risultato dellacquisizione in digitale). Ai posteri l’ardua sen-
tenza sul successo o meno dell’operazione.
DESCRIZIONE
Si tratta di un pre fono valvolare, completamente bilanciato,
che alloggia anche un in-
gresso linea. L’architettura
interna è simmetrica con
sezione destra e sinistra
completamente specchiate e
separate sia elettricamente
che meccanicamente. Come
già scritto pocanzi, monta a
bordo un convertitore ana-
logico digitale, per poter ac-
quisire sia gli ingressi fono
sia lingresso linea e poter di-
gitalizzare in alta qualità
tutto quanto venga dato in
pasto a questa belva. Si basa
su quattro valvole 12AX7A, una coppia per ogni canale, in
configurazione completamente bilanciata. Si possono col-
legare fino a 3 differenti giradischi contemporaneamente,
uno degli ingressi è disponibile a scelta sia in configurazione
sbilanciata (RCA) che bilanciata (XLR), ogni singolo ingresso
è configurabile in maniera indipendente: si può scegliere
l’impedenza (su ben 7 step), la capacità (8 step) e il gain (5
step). È possibile altresì scegliere tra profili pre programmati
e ulteriori 5 profili completamente “customizzabili”. Il pre-
Cè un momento in cui qualcuno o qualcosa sveglia da un lungo torpore il gigante e quando
questo succede, seppur raramente, la reazione è incontrollabile e senza precedenti! Mi è ve-
nuta in mente questa allegoria, in pieno stile Signore Degli Anelli, interpellandomi su cosa e
chi potesse aver scatenato la decisione di McIntosh di realizzare un prodotto di riferimento
assoluto, in un campo che di solito non è proprio il suo. Eppure è capitato e ci siamo potuti
godere in sala d’ascolto uno degli oggetti meglio suonanti, in campo analogico, mai ascoltati.
di Alberto Guerrini
IL PRE FONO DI RIFERIMENTO
CON UN PIZZICO DI DIGITALE
PREAMPLIFICATORE VALVOLARE FONO CON USCITA DIGITALE
McIntosh MP 1100
Per chi non se ne fosse accorto è oramai
da molssimo tempo che questo colosso si
è scrollato di dosso ogni possibile cliché,
sfornando elemen sempre più raffina ed
organici, con un’impronta ormai definiva-
mente high end, che comincia a graffiare
alla porta dellesoterismo sempre più
spesso.
amplificatore offre anche due filtri piuttosto utili: il cosid-
d
etto rumbleper evitare deleteri tuoni di ultra bassi e quel-
lo battezzato “scratch” per dischi particolarmente usurati.
C’è anche una modalimono per utilizzare al meglio le te-
stine di questo tipo e addirittura una configurazione per i
78 giri… nessuno è stato abbandonato. Sono presenti del-
l
e uscite digitali, una SPDIF ottica, una elettrica coassiale e
una USB di tipo B, sono fisse a 24 bit, con frequenza di cam-
pionamento variabile fino a
192 kHz. È possibile disabi-
litare completamente la se-
zione digitale, così come la
scenografica illuminazione a
led delle valvole, il control-
lo Vu-meter e l’illuminazio-
ne display, per dedicare al
100% l’alimentazione alla
sezione analogica pura, altra
scelta per assecondare la
clientela più esigente in as-
soluto. Il bellissimo frontale,
non ci stuferemo mai di dir-
lo, è quello classico del pre di ultima generazione e di alta
fascia, presenta in bella vista i Vu-meter e ospita da destra
verso sinistra rispettivamente: la manopola/switch multi-
funzione per gli ingressi; il tasto mute; esattamente al cen-
tro, il display multi linea alfanumerico color blu; il tasto po-
wer/stand-by; la manopola/switch multifunzione per il ca-
rico della testina; infine, sopra a ciascuna manopola, troviamo
il rispettivo Vu-meter ( in questo caso diventano partico-
larmente preziosi per tarare finemente l’output della testi-
na o per valutare l’input della sorgente da convertire cor-
rettamente in digitale). Il pannello posteriore vede istalla-
ti, rispettivamente, da sinistra verso destra: la coppia di usci-
te di sinistra linea RCA e XLR; la coppia di ingressi di sinistra
linea RCA e XLR; l’ingresso XLR fono di sinistra; il terzet-
to di ingressi fono RCA di sinistra; il terzetto di ingressi fono
R
CA di destra; l’ingresso XLR fono di destra; la coppia di
ingressi di destra linea XLR e RCA; la coppia di uscite di de-
stra linea XLR e RCA. Infine, applicati alla fascia bassa in
acciaio inox con finitura cromata a specchio, sempre da si-
nistra verso destra troviamo: la vaschetta di alimentazione
I
EC; ben quattro morsetti per la messa a terra di giradischi;
il mini jack di ingresso del controllo remoto di accensione
spegnimento; l’uscita di que-
stultimo per controllare lac-
cessorio seguente; il mini
jack di ingresso del control-
lo IR esterno; l’ingresso
SPDIF Toslink ottico e l’in-
gresso SPDIF coassiale elet-
trico. Il coperchio superiore,
in acciaio inox al titanio
anodizzato (nulla è lasciato
al caso anche sul piano del-
lo schermo ai disturbi), ospi-
ta una finestra in vetro che
fa ammirare le quattro val-
vole, opportunamente evidenziate da illuminazione led. Il
peso è ragguardevole, quasi 12 Kg di qualità e sostanza, che
gravano su stabili piedoni in materiale plastico.
PROVA DI ASCOLTO DELLA SEZIONE PHONO
Rodaggio non proprio esagerato per questo magnifico ap-
parecchi… eppure le prestazioni sono state chiarissime fin
da subito! È bastata una mezz’oretta per far scaldare le val-
vole e via con il viaggio audiofilo! Ho utilizzato il disco test
in vinile “Opus 3 Test Record 4 - Depth Of Image - Timbre
Dynamics” (Opus 3 Records, LP9200 33 giri), per questa
prove d’eccezione, vediamo come è andata.
1. Nobody’s Blues But Mine (C. Williams), Album Tomas
Ornberg’s Blue Five And FriendsOpus 3 19102: un cla-
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MCIN
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MP1100
Il frontale, classico del pre di ultima generazione, con gli immancabili Vu-meter, ospita da destra verso sinistra rispettiva-
mente: la manopola/switch multifunzione per gli ingressi, il tasto mute, al centro il display multi linea alfanumerico colore
blu, il tasto power/stand-by la manopola/switch multifunzione per il carico; sopra alle due manopole troviamo i due Vu-
meter particolarmente preziosi per tarare finemente l’output della testina.
Il vibrafono è semplicemente strepitoso,
con un passaggi dalla dinamica semplice-
mente folle, accompagna da grande con-
trasto e contenuto energeco importans-
simo, in gamma media e medioalta, che
manderebbero in crisi ed in clipping qual-
siasi apparecchio di pre amplificazione, ma
non è assolutamente il caso dell’MP 1100.
rino semplicemente prorompente inonda immediatamen-
te la sala d’ascolto, emerso da un tappeto di silenzio im-
pressionante. La dinamica dell’oggetto è potentissima, ar-
ricchita da un contenuto micro dinamico e di micro infor-
mazioni tali da poter sentire letteralmente il meccanismo
completo di trasferimento da soffio a contenuto sonoro. Le
vibrazioni di ancia, e quelle imposte dal musicista con dia-
framma e cassa toracica, sono pazzesche. Il rigore timbri-
co è assoluto. Il pianoforte, posizionato in disparte da un
lato, si intrufola sbarazzino e rapisce l’attenzione con un de-
cadimento e un controllo di nota semplicemente perfetti. La
cornetta è pronta, forte e rapidissima, intensa ma mai fa-
stidiosa, suonata con una sordina che vibra e schiaffeggia
letteralmente l’ascoltatore di turno in sala d’ascolto. Il sax
è brillante, ricco, aperto e sfaccettato, anch’esso caratteriz-
zato da un’espressivie un carattere fuori dal comune.
2. Sweet Georgia Brown (Bernie-Pinkard-Casey), Album
“Dream Dancing” with Lars Erstrand Quartet Opus 3 N°
9101: il vibrafono dona la stessa sensazione del brano pre-
cedente per quanto riguarda il rapporto di azione e reazione
musicista/strumento. Il dettaglio in ogni campo e a ogni li-
vello è tale da poter facilmente scomporre l’emissione in fasi,
a partire dalla primissima percussione. Ogni singola nota
è materica, solida, forte, con un contenuto armonico im-
portantissimo e un’evoluzione ricca di sfumature e fibril-
lazioni finissime. L’Hammond rivela anch’esso un eccellente
contenuto di armoniche. La micro dinamica, affiancata al
micro contrasto, fanno sì che si materializzi una ricostruzione
raffinata e minuziosa della riproduzione dello strumento.
Il leggerissimo sbuffo (si tratta pur sempre di un organo),
che normalmente rimane quasi del tutto impercettibile, qui
si coglie con imbarazzante facilità. L’azione delle bacchet-
te sui bordi dei tom ha un impatto fortissimo, molto pene-
trante e una risoluzione fulminea. La batteria evolve mol-
to durante il brano, passando dalle spazzolate rapide sui piat-
ti brillanti di luce propria e dalle superfici perfettamente de-
scritte a quelle sulle pelli, con brevi passaggi di charleston.
3. Capriccio (Mendelssohn), Album “Stockholm Guitar
Quartet”, Opus 3 N° 9001: il quartetto ha un incedere ag-
graziato e delicato, apparentemente caldo eppure rigoro-
so. Il controllo dello scandire delle note è pressoché perfetto.
La dinamica di corda è praticamente scolpita in un substrato
che reagisce ad ogni passaggio, con abbondantissimi ri-
verberi, delineando uno spazio estremamente profondo ed
ampio con piani sonori ben scanditi e spaziati. La traspa-
renza è notevole: nonostante l’ampio palcoscenico, ogni sin-
golo strumento è perfettamente distinguibile col proprio tim-
bro ed il proprio carattere. La facilità e l’agio con cui ven-
gono seguiti tutti e quattro gli strumenti è impressionante,
considerando la notevolissima quantidi dettagli fini che
viene in evidenza durante la riproduzione.
4. Concertino (L-E Larsson), Album: “Clarinet Concertos”
Opus 3 8801: il clarinetto è in questo caso strumento so-
lista, non solo sulla carta, ma di fatto e di diritto e così ri-
mane per tutta la registrazione. Emerge con piglio e gran-
dissima personalità, arrivando ad escursioni di ottava im-
pensabili, soprattutto verso il basso. Larticolazione è in gran-
de evidenza e la veloci e la fluidità nel tracciare i saliscendi
dinamici, così repentini come solo questo mezzo è in gra-
do di ottenere, è fenomenale. Il reso dell’orchestra non è da
meno, con le sezioni di archi a farla da padrone. Il pizzica-
to è piacevolissimo, con un controllo efficacissimo dell’azione
di tutti i componenti. Tutta la banda passante è abbraccia-
ta con estrema minuzia, ma è la parte bassa ad essere un pal-
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Particolare del pannello posteriore che vede istallati rispettivamente da sinistra verso destra: la coppia di uscite di sinistra linea
RCA e XLR; a coppia di ingressi di sinistra linea RCA e XLR; l’ingresso XLR fono di sinistra e il terzetto di ingressi fono RCA di sini-
stra; il terzetto di ingressi fono RCA di destra, l’ingresso XLR fono di destra, la coppia di ingressi di destra linea XLR e RCA, la cop-
pia di uscite di destra linea XLR e RCA; applicati alla fascia bassa in acciaio inox con finitura cromata a specchio sempre da sini-
stra verso destra abbiamo: la vaschetta di alimentazione IEC, ben quattro morsetti per la messa a terra di giradischi, il mini jack
di ingresso del controllo remoto di accensione spegnimento, l’uscita di quest’ultimo per controllare l’accessorio seguente, il mini
jack di ingresso del controllo IR esterno, l’ingresso SPDIF Toslink ottico, l’ingresso SPDIF coassiale elettrico.
mo sopra a qualunque altro pre fono mai arrivato in sala.
I
l basso è solido, articolatissimo, contrastato, iper control-
lato, con un intervento mai sopra le righe, sempre realisti-
co all’ennesima potenza. Si colgono moltissimi dettagli per-
venire dal palco, sia dalla parte dei musicisti che da quel-
la del direttore: sospiri, piccoli movimenti degli strumen-
t
i, scricchiolii, cigoliiLa scena si estende ben oltre i con-
fini dettati dalla posizione dei diffusori, il suono li abban-
dona letteralmente e si espan-
de fino a saturare l’intera
sala d’ascolto sfondando de-
cisamente la barriera costi-
tuita da pareti e soffitti.
5. Stompin At The Savoy
(Sampson - Goodman), Al-
bum: Einstrand-Lund
QuartetOpus 3 8603. Di
nuovo troviamo un vibrafo-
no dinamicissimo e super contrastato a prendersi la scena,
in un brano dal sapore “vecchia scuola Jazz”. L’impatto dei
martelletti è clamorosamente fisico, con componenti di mi-
cro dinamica e micro contrasto spettacolari. Sempre af-
fiancato ad un bellissimo strumento a fiato quale è, anco-
ra una volta, il clarinetto: naturale, espressivo ricco di sfac-
cettature e di variazioni chiaroscurali. Una batteria sempre
controllata e quasi sempre spazzolata, sia nei piatti che nel-
le pelli. I colpi di cassa che sovente intervengono sono sec-
chi, controllati e con grande articolazione, anche se è
il charleston, assieme ai piatti, a sostenere la
trama sonora. Il pianoforte è ma-
terico, fisico, presente e
con ottimi
contenuti timbrici. È estremamente ben contrastato e ricco
d
i piccoli dettagli, capacissimo di grandi estensioni ed escur-
sioni cromatiche.
6. Concertino (L-E Larsson), Album “Concertos for Double
Bass And Orchestra” Opus 3 8302: una vera rarità assi-
stere ad un concerto il cui protagonista è il contrabbasso, e
n
on ho usato a caso il termine assistere, visto che si ottie-
ne una vera e propria materializzazione dello strumento,
la sensazione di evento dal
vivo si coglie a tutti i livel-
li di percezione, da quella
uditiva a quella squisita-
mente fisica, con il corpo
stesso che avverte le vibra-
zioni provenienti dagli stru-
menti che erano sfuggite
al resto dei sensi. Anche in
questo caso si può avvertire
lo sfregamento dellarco contro le corde e la conseguente rea-
zione dello strumento a tale stimolo. Il corpo risuonante è
ricostruito alla perfezione con una correttezza di dimensioni
eccezionale. La capacità di discesa, pur mantenendo un li-
vello altissimo di articolazione e controllo in ogni ambito,
è sicuramente da primato. La chiarezza con cui si distin-
guono tutti i passaggi è disarmante per la facilità con cui vie-
ne riproposta verso il punto d’ascolto.
La tridimensionalità e la profondi di
campo sono un fatto certo e appu-
rato, dato quasi per scontato per
un prodotto di questo lignaggio,
ma l’altezza è quella che fa di
un componente un prota-
gonista assoluto e qui
rappresenta fattore pri-
mario, in tutto e per
tutto. Ancora una
volta si nota la
ricostruzione
di scena ab-
bandonare
t o t a l -
mente
l a
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FDS 258 MCINTOSH MP1100
Particolare dello chassis realizzato in lamiera di discreto
spessore, il coperchio in particolare è realizzato in acciaio
inox al titanio anodizzato e alloggia una finestra da cui è
possibile osservare le quattro valvole 12AX7A.
Ecco cosa è capace di dare in p un
componente di questo lignaggio: cogliere in
pieno l’essenza che porta questo pologia
specifica di sorgente un gradino sopra a
tue le altre.
direzione degli speaker e permeare la sala tutta, con una sca-
tola sonora virtualmente estesissima.
7. Reunion Blues (M. Jackson), Album “Two Sides Of Lars
Erstrand” Opus 3 N° 8078: in sostanza questo è un brano
blues con passaggi di pianoforte in chiave jazz, con uno stru-
mento a tastiera semplicemente strepitoso: l’attacco e il ri-
lascio in fase di impatto di martelletto sulle corde è incre-
dibilmente a fuoco, corredato da una infini di dettagli fini
e finissimi, micro contrasti e micro dinamica a gogo. La foga
e la decisione con cui il pianista calca i tasti sono importanti
e vengono assecondati dallo strumento in maniera esem-
plare e scenograficamente ineccepibile. Il mugolio con cui
accompagna le frasi è perfettamente a fuoco in sala d’ascol-
to, ma la cosa ancor più notevole è che coincide, in manie-
ra puntuale, dalla giusta altezza, in corrispondenza della po-
sizione dove c’è effettivamente lo strumento. I passaggi di
charleston e piatti sono così olografici da lasciare basiti, le
informazioni che captiamo riguardo alle superfici e ai ma-
teriali costitutivi rappresentano un vero e proprio fiume in
piena. Il vibrafono è semplicemente strepitoso, con passaggi
dalla dinamica semplicemente folle, accompagnati da
grande contrasto e contenuto energetico importantissimo,
in gamma media e medioalta, che manderebbero in crisi e
in clipping qualsiasi apparecchio di pre amplificazio-
ne…ma non è assolutamente il caso dell’MP 1100. Il sax è
assolutamente espressivo, contrastato e ricco di elementi ca-
ratterizzanti, ma ciò che colpisce è la forza e la capacità d’im-
patto, che non è seconda a nessuno degli strumenti presenti.
Apprezziamo un contrabbasso capace di estendersi mol-
tissimo verso l’estremo grave, ma di rimanere al contem-
po secco e controllato in ogni frangente e passaggio, sup-
portato da una coerenza timbrica assoluta per tutto lo svol-
gersi del tema.
8. The King (M. Lingedal), Album “A Selection Of Knoa”
Opus 3 8003: la chitarra è affiancata da una serie di stru-
menti sempre a corda in una rivisitazione in chiave me-
dievale, rivelandosi semplicemente splendida. È correda-
ta da componenti in gamma bassa e un’infinità di chiaro-
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L’interno è come al solito semplice ed ordinato, il layout è perfettamente simmetrico, separato sia elettricamente che mecca-
nicamente.
scuri e micro sfumature, sia per quanto riguarda le corde
c
he per quanto riguarda la cassa armonica. Il violino è dol-
ce e mai incombente o prevaricante, sempre naturale, con
una timbrica correttissima e un contrasto delicato e al con-
tempo ricchissimo. Il contrabbasso, quando interviene, è de-
gno delle migliori performance mai riscontrate in sala
d
ascolto, profondo, articolatissimo, tridimensionale, con una
presenza immanente ma sempre rispettando una scala di-
mensionale rigorosamente corretta. Il controllo e la naturale
risoluzione in fase di rilascio della corda sono perfettamente
in linea con una prestazione che oserei definire ai massimi
livelli. Il crescendo finale, infarcito di improvvise percus-
sioni, quasi spaventa per il contenuto dinamico e gli impatti
così bruschi. Le battute delle bacchette e i piatti sono olo-
grafici e si stampano in una scena sonora complessa e mol-
to riverberante. I colpi sono a fuoco, perfettamente realistici
con transienti di attacco e rilascio eccezionalmente pendenti
nella propria rappresentazione grafica. I temi della tridi-
mensionalità e dell’olografici sono sempre preponderante,
tutta la scena è semplicemente perfetta, distinta e nitida, con
cogrande naturalezza e veridicità che quasi passa in se-
condo piano, eppure è un fattore fondamentale.
9. Black Beauty (D. Ellington), Album “Thomas Ornberg’s
Blue Five” Opus 3 8003: la tromba di inizio brano ride-
finisce semplicemente il concetto dello strumento stesso per
naturalezza di timbro ed espressività dell’emissione. Non
risulta mai graffiante, mentre si percepisce la vibrazione del-
le lamelle della sordina, oltre a tutti i passaggi interni ed ester-
ni del fiato del musicista. L’altezza, la posizione e la foca-
lizzazione, perfettamente delineate nella scatola sonora, tra-
sportano in una dimensione di totale assuefazione al con-
tenuto. Il sax baritono è anch’esso coricco di articolazio-
ne, vibrazioni, chiaroscuri, capacità espressive che quasi sfug-
ge per quanto naturale risulti all’orecchio la sua ricostru-
zione. Il trombone a stantuffo è suonato anch’esso con una
sordina che fa il paio con quella della tromba, mantenen-
do ogni singolo aspetto descritto pocanzi, solo trasportato
qualche ottava sotto. Il trombone è fantastico, ricchissimo
di contrasto e micro contrasto, con contenuti sia espressi-
vi sia dinamici eccezionali, accoppiati ad un controllo in bas-
so speciale. Il contrabbasso è schiaffeggiato con vigore tale
da sfiorare il selvaggio e reagisce a queste sollecitazioni estre-
me partendo da uno stato di distorsione (naturale dello stru-
mento e non certo dovuta all’elettronica a valle), finché la
corda non riprende il suo ordinato moto di vibrazione. Che
dire del clarinetto con i suoi picchi energetici, che sferzano
in continuazione il medio e il tweeter, a turno, senza mai la
men che minima percezione di distorsione o cedimento del
gruppo mobile. La chitarra è presente e realistica, caratte-
rizzata da un focus eccezionale, posizionata in maniera sem-
plicemente granitica nello specchio della scena sonora com-
plessiva. Persino il banjo, che fa capolino qua e senza mai
prendere la scena definitivamente, ha una personalità in-
credibilmente sviluppata e non passa assolutamente inos-
servato.
10. House of the Rising Sun (Traditional), Album “A Col-
lection of Cyndee Peters & Eric Bibb Opus 3 7706: i cam-
panelli e le percussioni leggere che introducono il brano sono
meravigliosamente ricchi di sfumature e chiaroscuri, con una
curva di transiente di rilascio semplicemente strepitosa. L’as-
soluto controllo della percussione sulle pelli e la reazione
di queste ultime, captata in maniera così nitida e naturale,
mettono in evidenza sia lo sfregare dovuto al contatto con
la mano che le aziona sia la tensione della superficie del ma-
teriale che reagisce con un’infinidi oscillazioni. Che dire
64 FDS 258 MCINTOSH MP1100
Tipologia Progeo: preampli-
catore fono valvolare con con-
vertore a/d e uscita digitale
(possibili di digitalizzare i vi-
nili e qualunque sorgente ana-
logica (grazie agli ingressi linea
analogici bilancia e sbilancia-
) mediante le uscite digitali (ad
esempio connessione USB ad
un computer), con qualità di
campionamento fino a 24 bit /
192 kHz); circuitazione dual
mono completamente bilan-
ciata con 4x valvole 12AX7A (2x
canale), canali destro e sinistro
separa meccanicamente ed
elericamente, stadio di ali-
mentazione isolato;
Risposta In Frequenza: +/-0.2
dB da 20 Hz a 20,000 Hz; +0.2/-
3 dB da 10 Hz a 50,000 Hz;
THD distorsione armonica to
tale:
0.005% da 20 Hz a 20000 Hz
Line in;
0.02% da 20 Hz a 20000 Hz
Phono in;
Impedenza di Ingresso fono:
selezionabile: 25, 50, 100, 200,
400, 1k o 47k Ohm;
Impedenza di Ingresso linea:
high Level (Bilanciato / Sbilan-
ciato): 100k Ohm / 50k Ohm;
Capacità di Ingresso fono: se-
lezionabile: 50, 100, 150, 200,
250, 300, 350 o 400 pF;
Gain ingresso fono: selezio-
nabile: 40 dB, 46 dB, 52 dB, 58
dB o 64 dB;
Rapporto segnale/rumore:
Moving Coil: 80 dB;
Moving Magnet: 84 dB;
Linea: 118 dB;
Livello massimo in ingresso
(Fono MC): 10 mV;
Livello massimo in ingresso
(Fono MM): 100 mV;
Livello massimo in ingresso (Li
nea Bilanciato): 20 V;
Livello massimo in ingresso (Li
nea sbilanciato): 10 V;
Sensibilità (Fono MC): 1.25
mV;
Sensibili (Fono MM): 10 mV;
Sensibilità (Linea sbilanciato):
4 V;
Sensibilità (Linea sbilanciato):
2 V;
Livello di uscita fisso nomina
le: 2.0 Vrms sbilanciato; 4.0
Vrms Bilanciato;
M
assimo Livello di uscita: 10
Vrms sbilanciato; 20 Vrms Bi-
lanciato;
Impedenza di Uscita:
200 Ohm bilanciato;
100 Ohm Sbilanciato;
Curve di equalizzazione pre
definite disponibili: selezio-
nabile: RIAA, LP, NAB, AES e 78;
Filtri an rumore: 1x Rumble
e 1x Scratch;
Profili fono:
Pre-programmaselezionabili:
4;
Programmabili dall’utente: 5;
Ingressi fono: 3x (2x coppia
RCA sbilancia esclusivi e 1x
RCA sbilanciato o XLR sbilan-
ciato selezionabili); ognuno
può essere configurabile MC o
MM; tu gli ingressi si posso-
no configurare e personalizza-
re;
Ingressi linea: 1x coppia RCA;
1x coppia XLR bilanciato;
Uscite linea: 1x coppia bilan-
ciato; 1x coppia sbilanciato;
Uscite digitali: 1x coassiale di-
gitale; 1x oco digitale; 1x
USB po B;
Ingressi controllo: 1x minijack;
Uscite controllo: 1x minijack;
Frequenze di campionamen
to uscite digitali:
Oca: PCM - 24-bit/96 kHz or
192 kHz
Coassiale: PCM - 24-bit/96 kHz
or 192 kHz
USB: PCM - 24-bit/96 kHz or
192 kHz
Tipologia valvole: 4x 12AX7A;
Telecomando: IR;
Illuminazione: LED con tra-
smissione a Fibre Oche;
Alimentazione: Alimentatore
Regolato, Trasformatore scher-
mato con Core “R”;
Consumo: 240 Volt @ 50/60 Hz
50 Wa; Standby , meno di
0.25 Wa;
Dimensioni: 15,2 x 44,5 x 45,7
cm (AxLxP)
Peso: 11,8 kg:
Prezzo: Euro 14.500,00
Distributore:
MPI Electronic
www.mpielectronic.com
C
ARATTERISTICHE TECNICHE DICHIARATE
McIntosh MP 1100 Digital Preamplifier
poi della voce, così ricca e sfaccettata, nonostante sia in mez-
z
o a degli strumenti così in evidenza e espressivi: possie-
de delle nuance che francamente mi erano sfuggite in ogni
ascolto precedente. La quantità di dettagli fini che provie-
ne dal respiro, dal socchiudersi delle labbra, dal contatto con
la lingua sul palato, tutto ora è lì in chiara luce. Le oscilla-
z
ioni di diaframma e il leggerissimo vibrato fanno da co-
rollario ad un insieme estremamente setoso e vivido nel co-
lore. Il sax è tridimensionale, caldo e avvolgente, al contempo
controllato e ricco di una
miriade di piccole variazio-
ni timbriche, che raramente
sono uscite a questi livelli
dai miei diffusori di riferi-
mento. Non ci sono solo le
conga, c’è anche una batte-
ria con dei piatti strepitosi,
anch’essa colpita con impe-
to e caratterizzata da una
quantità eccezionale di dettagli sia materici che oscillatori.
Lo scemare del livello sonoro, volutamente imposto alla chiu-
sura del brano, fa sì che si possa capire la forza espressiva
che il pre è in grado di esprimere, anche a bassissimi volumi,
segno di una capacità di riproposizione e cattura anche del
più piccolo stimolo elettrico, proveniente dalla testina.
11. Look Over Yonder (Traditional), Album “A Collection
of Cyndee Peters & Eric Bibb” Opus 3 N° 7706: altre per-
cussioni leggere sono di nuovo protagoniste di questo bra-
no dal forte sapore caraibico. Ancora una volta si distingue
la pelle umana a contatto con quella delle conga e dei bon-
go. I transienti di attacco e rilascio percorrono le proprie cur-
ve perfettamente in linea con il riferimento dal vivo, sen-
za apparenti tentennamenti, consentendo ai trasduttori di
emettere con una coerenza eccezionale ed escursione decisa
e certa. La steel drum è ricchissima, estremamente espres-
siva, calda, senza componenti metalliche troppo in evidenza,
naturale nell’evoluzione della nota a partire dalla primis-
sima generazione. La voce maschile è leggermente lonta-
na, pur sempre coerente e timbricamente sana, articolata a
puntino senza alterazioni di sorta.
CONCLUSIONI
La forza dinamica e la potenza d’impatto prorompente ad
ogni livello della banda passante (senza soluzione di con-
tinuità), come diceva una famosaclame, non sono nulla
senza controllo. Ecco cosa è capace di dare in più un com-
ponente di questo lignaggio, cogliere in pieno l’essenza che
porta questo tipologia specifica di sorgente un gradino so-
pra a tutte le altre. Un’altra caratteristica da non sottovalutare
è la silenziosità impressionante, riscontrata anche con di-
schi piuttosto mal messi, che ho voluto comunque utilizzare
più volte durante il rodaggio, proprio per avere la riprova
di ciò. Un assoluto rigore timbrico che porta vicinissimo a
quello reale dello strumento, portandone in superficie le lie-
vissime sfaccettature e tutte le particolarità che solo di fron-
te ad un ascolto di grandissimo rilievo si è in grado di co-
gliere cochiaramente. Una ricostruzione spaziale ecce-
zionale, con una precisione anche in altezza che non ha as-
solutamente avuto precedenti in questa sala. Un’incredibile
sensibilinel riproporre le più intime variazioni percepi-
te dalle testine Mc, di solito perse irrimediabilmente in un
dedalo di circuiterie che fanno più male che altro. La faci-
lità con cui si può effettuare il tuning con la propria testi-
na è incredibile, potendo ascoltare passo dopo passo, in tem-
po reale l’effetto dei settaggi appena commutati. Questo com-
ponente probabilmente vuole rappresentare un esercizio di
s
tile a tutto tondo per McIntosh, che ha voluto dimostrare
di non essere capace solo di far vedere i muscoli quando ser-
ve. Oppure un’operazione fatta forse per zittire, una volta
per tutte coloro che, ancora e a torto, sostengono che la casa
di Binghamton abbia un’impostazione sempre uguale a se
s
tessa. Per chi non se ne fosse accorto, è oramai da moltis-
simo tempo che questo colosso si è scrollato di dosso ogni
possibile cliché, sfornando elementi sempre più raffinati e
organici, con un’impronta
ormai definitivamente High-
End che comincia a graffia-
re alla porta dell’esoterismo
sempre p spesso. Com-
ponenti come questo ecce-
zionale pre fono valvolare,
se avessero avuto un aspet-
to più spartano e si fossero
chiamati in altra maniera,
sarebbero subito stati elevati verso l’olimpo dell’esoterismo,
senza se e senza ma, da certa stampa prevenuta. Oltretut-
to è stata data anche la possibilità a chi mastica di moder-
nità, sia attraverso gli ingressi di linea che quelli fono, di con-
vertire nei più recenti formati digitali oggi disponibili gli al-
bum o le registrazioni più datate, collegando ad esempio
un lettore a bobine o uno a cassette; in sostanza, qualsiasi
sorgente anche obsoleta (e qui avremmo parecchio da opi-
nare noi amanti dell’analogico puro), basta che abbia
un’uscita linea o fono.
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MCINTOSH MP1100 FDS 258
L’IMPIANTO D’ASCOLTO UTILIZZATO
Sorgente digitale per musica liquida: Mac Mini, iTunes con En-
gine Pure Music2, Audirvana Plus, convertore D/A USB 24/192,
EMM LABS DAC2X; Cablaggio: USB Kimber Kable Select
KS2436Ag, USB Audioquest Coee Dbs 7, RCA Audioquest Ho-
rizon Dbs 7; Diffusori: Marn Logan SL3, Lumen White Silver Fla-
me; Sorgendigitali: CD Teac VRDS-10 modificato a valvole Em-
mebi, leore ibrido DVD-DVDA-SACD-Blu Ray Labtek Oppo
105EU Tubes; Sorgente analogica: giradischi Michell Gyrodec,
braccio SME 309, tesna Clearaudio Titanium MC, con cablag-
gio Audioquest Wel Signature; Preamplificatore: Convergent Au-
dio Tecnology Legend, con stadio Phono MM, MC; Amplicatori
finali a valvole: 2 x McIntosh MC275 in configurazione mono;
Condizionatore di rete: Emmebi Custom Made A.G. Signature
110/220 V; Cavi di potenza: Nordost SPM Reference; Cavi di se
gnale tra pre e finali mono: Audioquest Horizon Dbs 72V; Cavo
di segnale tra CD VRDS10 e pre: Nordost Spm Reference; Cavi
di segnale tra Labtek Oppo 105EU Tubes e pre: RCA Nordost
Valhalla; Cavo di alimentazione pre: Nordost Valhalla; Cavo di
alimentazione DAC Emm Labs: Nordost Brahma con termina-
zioni Furutech; Cavo di alimentazione Oppo 105EU Tubes: Van
Den Hul The Mains Stream; Cavi di alimentazione finali: Nor-
dost Valhalla; Cavo di alimentazione CD Vrds10: Nordost Shi-
va.
DISCHI UTILIZZATINELLAPROVA
Un senso questo prodoo ce l’ha ec-
come: innanzituo sfodera prestazioni di
assoluto primato avvicinandosi maledea-
mente a quel livello che a volte chiamiamo
esoterico, ma non solo!
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McIntosh MP1100 Manuale del proprietario

Tipo
Manuale del proprietario